Share On Facebook
Share On Twitter
Share On Linkdin

Obbligo telecamere in asili e case di cura: cosa prevede la legge

Obbligo telecamere in asili e case di cura: cosa prevede la legge
5 luglio 2019 Valeria Deidda
obbligo telecamere asili-axitea-video

Scatta l’obbligo delle telecamere negli asili, scuole d’infanzia e case di cura, per prevenire maltrattamenti a danno di minori, anziani e disabili: le misure sono contenute del Disegno di legge 897, all’interno del Decreto “Sblocca Cantieri”.

Il decreto prevede una serie di misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori nei servizi educativi per l’infanzia e nelle scuole dell’infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità.

Telecamere in asili e strutture socio sanitarie: privacy e sicurezza

Le nuove normative impongono di ripensare le tecnologie attualmente in uso, a tutela dei lavoratori e nel rispetto della privacy:

“Sistema di videosorveglianza a circuito chiuso, le cui immagini sono criptate e conservate per sei mesi, decorrenti dalla data della registrazione, all’interno di un server dedicato, appositamente installato nella struttura, con modalità atte a garantire la sicurezza dei dati trattati e la loro protezione da accessi abusivi. L’accesso alle registrazioni dei sistemi è vietato, salva la loro acquisizione, su iniziativa della polizia giudiziaria o del pubblico ministero, come prova documentale nel procedimento penale.”

Quali caratteristiche deve avere il sistema di videosorveglianza?

Per essere conformi alla legge e per installare un sistema di videosorveglianza anche in presenza di lavoratori è necessario che il sistema di presenti le seguenti caratteristiche:

  • Le telecamere devono prevedere una cifratura già in fase di acquisizione delle immagini;
  • Le registrazioni dovranno essere visionate esclusivamente dalle Forze dell’Ordine dietro denuncia alle autorità – nel pieno rispetto della privacy così come imposto e richiesto dal Garante della Privacy;
  • Il server dovrà cifrare a sua volta i flussi video e non dovrà contenere le chiavi di cifratura per accedere alle immagini in chiaro;
  • Chi accede al server dovrà essere identificato e identificabile;
  • Sarà necessaria un’adeguata gestione delle chiavi di codifica.

Videosorveglianza sì, no al controllo dei lavoratori

Le leggi vigenti impediscono l’adozione di dispositivi finalizzati al controllo dei lavoratori, e inoltre i sistemi di videosorveglianza ad oggi in uso non rispettano i punti di cui abbiamo appena trattato, non risultando conformi al nuovo Decreto.

Per rispettare la privacy dei minori e per evitare controlli ingiustificati sui lavoratori (non saranno infatti visionate le immagini ad esempio delle educatrici durante la giornata lavorativa ordinaria senza una previa denuncia alle F.O.), ma soprattutto per rispettare i principi della protezione dei dati, sarà quindi necessario garantire la non confutabilità delle registrazioni di videosorveglianza negli asili, scuole e in tutte le altre strutture socio sanitarie quali ad esempio case di cura, strutture per disabili e minori.

Stanziamenti previsti per videosorveglianza in asili e case di cura

Per l’adeguamento alla normativa saranno stanziati 5 milioni di euro per l’anno 2019 e 15 milioni per ciascuno degli anni dal 2020 al 2024 che saranno utilizzati per installare sistemi di videosorveglianza nelle strutture sopracitate.

L’adozione di queste tipologie di impianti di videosorveglianza da parte delle strutture pubbliche dovrà avvenire entro i 3 mesi dall’entrata in vigore della legge. Per le strutture private, sarà invece loro responsabilità comunicare l’avvenuto adeguamento alle amministrazioni locali.

Si tratta in sostanza di una rivoluzione, a prova di legge, dei sistemi di videosorveglianza fino ad oggi utilizzati!